Italiani all’estero (AIRE): immatricolazione e assicurazione veicoli

Assicurazione estero
Residenza all'estero: ecco come fare con targa e assicurazione del veicolo

Quando si parla di circolazione di auto (o moto, o altri veicoli) e di “estero”, vi sono molti possibili casi e combinazioni: cercheremo di affrontarli tutti dedicando un articolo di approfondimento ad ogni caso specifico.

Qui oggi parliamo di cittadini Italiani che prendono residenza all’estero (con o senza iscrizione all’A.I.R.E. Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): vediamo i vari casi, sia per chi “esce” dall’Italia, sia per chi “torna”, e le varie implicazioni per la targa e l’assicurazione dell’auto.

Auto e Estero: come funziona. Introduzione

La regolamentazione è quanto mai difficile da schematizzare, in quanto entrano in gioco le leggi ed il Codice della Strada dei Paesi di volta in volta coinvolti, tuttavia la regolamentazione ha una certa linea comune, almeno a livello dei Paesi Europei, a seguito della Convenzione di Ginevra del 1949, per cui riusciamo a darvi alcune indicazioni di carattere generale. In ogni caso (e lo ribadiremo più volte), è fondamentale che chi va all’estero si informi bene sulle leggi del Paese che lo ospiterà… e non solo per quanto riguarda l’automobile!

Per praticità faremo riferimento alla normativa Italiana, che è ricorrente con poche varianti nella maggior parte dei paesi Europei. La circolazione dei veicoli stranieri in Italia è regolamentata dall’art. 132 del Codice della Strada. Questo ci indica cosa deve fare uno straniero che intende circolare in Italia, ma noi giriamo la norma e la applichiamo ad un Italiano che vuole andare in una Paese estero.

L’Italiano che prende residenza in una nazione estera e che ha intestata a suo nome un’auto regolarmente immatricolata ed assicurata in Italia, una volta ottenuto il cambio di residenza deve fare subito una scelta tra le due azioni seguenti:

  • Mantenere la targa Italiana, variando la propria residenza a libretto, inserendo la nuova residenza AIRE ed un recapito Italiano, e informare di questo anche la compagnia assicurativa. Leggi in seguito dove e come può essere usato il veicolo in questo caso.
  • Oppure, fare una rottamazione per esportazione delle targhe, e re-immatricolare il veicolo nel nuovo Paese di residenza, assicurandolo con una compagnia ivi riconosciuta.
Assicurazione estero
Residenza all’estero: ecco come fare con targa e assicurazione del veicolo

Mantenere la Targa Italiana: quando e perchè

Si applica quando si intende lasciare l’auto in Italia, ad esempio per utilizzarla quando si rientra in patria per le vacanze. Per procedere, è necessario fornire come riferimento legale un indirizzo di una persona residente in Italia. Andrà bene un parente ma anche un amico, previo il suo consenso. Basterà aggiornare la carta di circolazione in Motorizzazione o tramite una agenzia di pratiche auto. La procedura è del tutto analoga a quella del cambio di residenza in Italia, e costa circa 100,00 € se fatta tramite agenzia.

Messo in regola il libretto di circolazione, si deve informare la compagnia assicurativa della variazione dell’indirizzo. E qui potrebbe insorgere qualche problema. Nonostante la copertura RCA non sia rifiutabile da parte delle compagnie, sono infatti ancora molte quelle che non accettano di assicurare i veicoli degli Italiani residenti all’estero, indebitamente.
Abbiamo riscontrato che le compagnie telefoniche e online danno meno problemi, ma solitamente richiedono che la polizza venga sottoscritta telefonicamente con un operatore e non online, rientrando nei “casi particolari” solitamente non contemplati dal preventivatore online. Inoltre, c’è da aspettarsi un aumento del prezzo rispetto alla residenza Italiana, peraltro senza una vera motivazione. Vi suggeriamo di verificare anche la modalità di sospensione della polizza. Immaginando un uso saltuario del veicolo, si potrebbe infatti avere un buon risparmio sospendendo la polizza durante i mesi nei quali si prevede di tenere fermo il veicolo. Per maggiori informazioni sull’aspetto assicurativo vi rimandiamo al nostro articolo: Compagnie che assicurano auto Italiane a residenti all’estero.

Dove è possibile usare l’auto a targa Italiana con documenti AIRE? Liberamente su tutto il territorio Italiano ed in tutti i Paesi UE, tranne quello in cui si è presa la residenza. Qui infatti è utilizzabile solo per un certo periodo dalla data di cambio di residenza, oltre tale data con ogni probabilità non sarebbe in regola secondo il codice della strada locale. Data l’ampia varietà di casi ed eccezioni, verificato sempre caso per caso. Avete notato? In questo caso vi è un limite alla libera circolazione di persone e cose nella UE. Per questo, a nostro avviso, questo caso è sempre un po’ dubbio.
Per i Paesi extra-UE varranno invece le normali regole doganali, che in genere prevedono un limite massimo di permanenza continuativa in genere di 6 mesi o 1 anno (può variare da Paese a Paese), talvolta rinnovabile uscendo e rientrando dai confini.

Cambio Targa: quando e come fare

Paesi Europei UE

  • Esempi di Paesi UE: Francia, Germania, Spagna, Belgio, Romania, Regno Unito.

Come abbiamo detto, i Paesi UE impongono l’obbligo di re-immatricolare il veicolo che venga importato “definitivamente” all’interno dei propri confini, dove per “importato definitivamente” si intende anche il veicolo di stranieri (Italiani) che vi prendono residenza. Tutti concedono un periodo di tempo per mettersi in regola, in questo periodo è possibile circolare con la targa del proprio paese di origine; attenzione, questo periodo decorre non dall’immissione del veicolo nel Paese (che non sarebbe verificabile, non essendoci frontiere), bensì dalla data di cambio residenza. Vediamo alcuni periodi di tolleranza per la reimmatricolazione dei veicoli:

  • Irlanda: 6 mesi
  • Spagna: 6 mesi
  • Portogallo: 6 mesi
  • Germania: subito
  • Paesi Bassi: subito
  • Lussemburgo: 6 mesi
  • Austria: 1 mese
  • Francia: 1 mese
  • Repubblica Ceca: 185 giorni
  • Regno Unito: 6 mesi – qui qualcosa cambierà in futuro a seguito della “Brexit”
  • Italia (per cittadini provenienti dalla UE): 1 anno per i residenti all’estero e ATTENZIONE: per i residenti in Italia, dal 1 gennaio 2019 le auto estere devono essere ri-targate entro 60 giorni da quando si stabilisce la residenza in Italia!

Notate che, se volete sfruttare il periodo di tolleranza, sarebbe comunque opportuno procedere da subito alla variazione dei dati di residenza, come descritto nel punto precedente.
Per la procedura vi raccomandiamo di rivolgervi a due agenzie di pratiche auto: una in Italia ed una nel Paese dove si è stabilita la residenza. E che siano agenzie con comprovata esperienza di import-export. Questo perché la burocrazia in questo passaggio non è cosa da poco, ed è complicata dal dover tradurre alcuni documenti. Non ci addentreremo pertanto in ulteriori spiegazioni sul “fai da te”, anche perché non saremmo in grado di conoscere le singole procedure presso le Motorizzazioni dei vari Paesi.

Dove è possibile usare l’auto a targa straniera UE intestata all’Italiano iscritto AIRE? Ovunque e senza limitazioni all’interno della UE. Per l’uso nei Paesi extra UE, vige il normale limite massimo dalla data di passaggio in dogana, che può essere variabile da Paese a Paese.

Paesi EXTRA-UE

  • Esempi di Paesi extra-UE: Svizzera, USA, Albania.

La regolamentazione nel caso in cui l’Italiano vada a prendere residenza in un paese non appartenente all’Unione Europea, è del tutto simile al precedente . Le principale differenze sono nell’uso che si può poi fare dell’auto ritargata (vedi paragrafo seguente) e nel fatto che il limite massimo di permanenza del veicolo a targa Italiana può essere conteggiato a partire dal timbro doganale e non dalla data di residenza (verificare caso per caso).

Periodi di tolleranza:

  • Svizzera: per chi va a risiedere in Svizzera, sono molti gli obblighi burocratici richiesti da questo Paese extra UE. La propria auto deve essere subito denunciata in dogana come “masserizia di trasloco”, si avranno poi 12 mesi di tempo (rispetto alla data di trasferimento della residenza) per il cambio di targa, procedura per la quale comunque ci si impegna subito in dogana. La reimmatricolazione della propria auto Italiana in Svizzera è una procedura un laboriosa in quanto le normative vigenti sono un po’ diverse (es. in materia di anti-inquinamento).
    Da notare che, se l’auto non è stata usata almeno 6 mesi in altro Paese, questa sarà anche soggetta alle tasse doganali.
    Dopo 12 mesi che si ha la residenza in Svizzera, è anche obbligatorio richiedere la patente di guida Svizzera (quella Internazionale non è sufficiente).

Dove è possibile usare l’auto a targa straniera extra-UE intestata all’Italiano iscritto AIRE? Senza limiti nella nazione di immatricolazione. Per tutte gli altri Stati (quindi compreso un eventuale uso in Italia) vige un limite massimo di permanenza continuativa pari a 6 mesi (o anche 1 anno in certi casi, può variare da Paese a Paese), talvolta rinnovabile uscendo e rientrando dai confini. Possono esserci deroghe per studenti e lavoratori di certe categorie.

Ri-targare: pro e contro, e quando (non) farlo

Vi sono molti motivi per cui il portare la propria auto all’estero, ri-targandola, va valutato con molta attenzione. Il primo è che la procedura ha un costo non indifferente, che oltretutto raddoppia in caso di ritorno dell’auto in Italia, con conseguente ritorno alla targa Italiana. Il secondo è il fatto che non è detto che ogni auto possa essere ri-targata ovunque, dipende dalle normative anti inquinamento, dalla omologazione del modello e da molti altri fattori, per cui è bene informarsi preventivamente presso agenzie specializzate.
E’ pertanto consigliabile ritargare soltanto se si pensa di rimanere all’estero a lungo. Quanto a lungo? Se il periodo è inferiore ad un anno (o comunque inferiore al limite massimo concesso), non conviene assolutamente ri-targare e si può procedere come nel caso 1. Se il periodo è indefinito, tipo 6,7 o 10 anni, o magari per sempre, è sicuramente consigliabile ri-targare. L’indecisione regna invece per i periodi di media durata, di 2-4 anni… per i quali il costo della doppia procedura risulterebbe antieconomico.
Le alternative sono:

  1. Acquistare e rivendere un’auto in loco, oppure noleggiarla a lungo termine.
  2. Ritargare e portare a fine vita la propria auto Italiana all’estero, risparmiando così la procedura di ritorno.
  3. Circolare “abusivamente” con la propria auto a targa Italiana (ma pur sempre con dati aggiornati con la residenza AIRE).
  4. Usare l’auto Italiana di un parente.

Sul primo caso non c’è niente da dire. Sul secondo, si eviterebbe almeno la seconda re-immatricolazione, è una strada logica se l’auto è abbastanza vecchiotta. Per quanto riguarda il terzo caso, vi rimandiamo al paragrafo “controlli” qui di seguito.

E’ interessante approfondire il 4° punto: usare all’estero l’auto di un parente Italiano. Premettiamo che le leggi internazionali regolamentano in maniera diversa i veicoli che sono “temporaneamente” su suolo straniero e quelli che vi sono “definitivamente”. Per “definitivamente” si intende quando il proprietario ha residenza nel dato Paese. Inoltre, è sempre consentito a chiunque di guidare liberamente un’auto intestata ad un parente, fino al 3° grado di parentela, senza particolari formalità. Uniamo queste due cose e viene fuori che per un Italiano residente all’estero, è fattibile guidare nel Paese di residenza un’auto a targa Italiana intestata ad un parente con residenza Italiana, senza limiti di tempo. Se il Paese è in UE, il limite è indefinito, mentre se il Paese è extra-UE, vi sarà un termine massimo (in genere di 1 anno) di permanenza continuativa, che comporta di uscire dai confini almeno una volta l’anno, tenendone traccia. Per tenere traccia se non si passa dalla dogana, possono andare bene ricevute autostradali, vignette autostradali, o altro che possa documentare che l’auto era in altra nazione.
Tutto facile? Non del tutto, vi è ancora la possibilità che l’auto così intestata venga presa di mira da accertamenti prolungati e specifici da parte delle forze dell’ordine: qualora si appurasse che l’uso è continuativo da parte del residente nel Paese estero, potrebbe comunque scattare l’obbligo di ri-targare; questo accade in Paesi particolarmente rigidi sulle norme di Circolazione Stradale, il primo della lista è il Regno Unito.
Nonostante questo ultimo aspetto, rimane uno dei modi migliori per usare l’auto Italiana nel paese di residenza estera.
Chi volesse gestire in tal modo un’auto propria, può valutare di volturarla ad un parente fidato che rimanga in Italia! Se la voltura al parente la fate ad hoc per la cosa, occhio comunque ai costi della voltura e ai cambiamenti necessari per l’assicurazione, oltre che alle implicazioni fiscali per chi si intesta la vettura (es. il redditometro).

Tempistiche

Ribadiamo che, a seguito del cambio di residenza verso un Paese straniero, si deve provvedere subito alla regolarizzazione dei documenti dell’auto, in uno dei due modi descritti, ed evitare assolutamente di usarla con i vecchi documenti dopo il cambio di residenza, in quanto a seguito del cambio di residenza, l’assicurazione potrebbe cessare la propria copertura, pertanto, anche se ad un sommario controllo delle Forze dell’Ordine l’auto potrebbe risultare in regola anche se con documenti invariati, in realtà essa potrebbe non essere coperta da assicurazione in caso di sinistro, con notevole rischio per il proprietario!
Questa regola, peraltro, vale anche per i cambi di residenza all’interno dell’Italia.

Costi e Assicurazione RC

Nel caso di mantenimento della targa Italiana, la procedura di cambio residenza sul libretto non ha un costo. Purtroppo il relativo cambio presso la compagnia assicurativa comporterà in molti casi un aumento della polizza RC.

Nel caso di importazione del veicolo nel Paese di nuova residenza, ricordiamo che in ambito UE sono state abolite le tasse doganali. Il costo da sostenere sarà quello della rottamazione della targa in Italia e della reimmatricolazione, che comporterà il pagamento di una imposta variabile (in Italia è la IPT). A questo va sommato il costo (secondo noi indispensabile) delle agenzie di pratiche auto. La polizza RC Italiana può essere disdetta, ottenendo il rimborso della parte di premio non goduta (tasse escluse), e quindi si dovrà provvedere ad una nuova stipula con una compagnia riconosciuta nel Paese di nuova residenza. In genere è possibile farsi riconoscere la propria Classe Universale, traducendo l’Attestato di Rischio Italiano (e viceversa).
Da notare che, dati gli altri costi di assicurazione e bollo in Italia, è probabile che il cambio targa risulti una pratica conveniente, nonostante i costi iniziali da sostenere.

Residenza estera, ma senza iscrizione AIRE

Ricordiamo che questa situazione è piuttosto diffusa pur essendo formalmente non regolare per le leggi Italiane. Non ci addentriamo sui pro e sui contro dell’iscriversi o meno all’AIRE, cosa che esula dagli argomenti di questo sito, e focalizziamoci su cosa si deve fare per l’auto. Per quanto riguarda l’obbligo o meno di ri-targare il veicolo, nulla cambia rispetto a quanto già descritto. Per quanto riguarda l’auto a targa Italiana, da mantenere in Italia o eventualmente da usare all’estero nei limiti che abbiamo indicato, si potrà evitare il cambio di residenza a libretto e presso l’assicurazione, in quanto si presume che in Italia nulla cambi per quanto riguarda la propria residenza.

I Controlli sulle auto “estere”

Come abbiamo visto, per motivi di convenienza molti potrebbero voler continuare a circolare nel nuovo paese di residenza con la propria auto, mantenendo la targa Italiana. Questo non è possibile, anche se con periodi di comporto ed eccezioni diverse da Paese a Paese.
Ci chiediamo quindi se e come vengono effettuati i controlli sulla durata della permanenza delle auto a targa straniera nei paesi esteri. Ebbene, ci risulta che siano molto variabili da Stato a Stato, in genere sono molto accurati in tutte le nazioni del Nord, dal Regno Unito ai Paesi Scandinavi, anche con appostamenti e telecamere. L’intento è quello di evitare che circolino auto a targa straniera (Italiana) indebitamente, che potrebbero eludere multe e tasse locali.

Il controllo sulle auto “definitivamente” nel Paese, ovvero intestate a residenti stranieri, sono relativamente semplici: basta confrontare la data odierna con la data di cambio residenza. Questa non sempre è però subito rilevabile in un semplice controllo stradale, motivo per cui anche qualora si sia superato il limite previsto, si potrebbe farla franca, basterà cercare di dimostrare che la vettura è entrata nei confini solo da poco tempo, o che l’uso è in via eccezionale. Se si è in un Paese extra-UE, questo sarà facile se in dogana è stato apposto un visto di ingresso sui documenti di circolazione. Nel caso di paesi UE, o qualora non vi sia visto, si può ricorrere come già detto a vignette o ricevute autostradali, o altri tracciamenti del genere.
Possiamo quindi affermare che la complessità del riscontro può giocare a favore dell’automobilista, specie negli Stati con servizi di Polizia meno efficienti, ma fate attenzione perché, come detto, c’è da guardarsi anche dai controlli mirati, fatti anche sulle auto parcheggiate in strada.
Se l’auto è “temporaneamente” nel Paese estero, sarà invece interesse dell’automobilista produrre quante più prove possibili del rispetto delle date, a maggior ragione considerando che può bastare uscire e rientrare dai confini in giornata per “azzerare” la decorrenza dell’anno! E’ questo il motivo per cui, ad esempio, in Italia le auto con targhe “strane” hanno il parabrezza ben riempito di vignette autostradali!

Per Approfondire

Vi lasciamo i link alle normative di alcuni Paesi:

Come sempre, siete invitati a scrivere le vostre esperienze e a fare le vostre domande qui sotto: il nostro esperto vi darà la risposta che cercate.
Vi preghiamo di notare che questa pagina è stata profondamente rivista nel mese di agosto 2015 e quindi alcune delle risposte fornite in data antecedente potrebbero non essere a tema, o inesatte.

Autore: Marco R. (Borsatrader)

Marco R. (Borsatrader)
Marco R. (Borsatrader) è un imprenditore che ha sviluppato competenze in molteplici campi della finanza in oltre 20 anni di investimenti e pratica del trading online. Dal 2003 ad oggi ha scritto oltre 700 approfondimenti sul risparmio, sulle assicurazioni, sugli investimenti immobiliari, e ha risposto online ad oltre 45.000 quesiti dei lettori.

3.394 commenti

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  1. Avatar
    Jacopo

    Gentile Marco,

    la mia domanda è se ci sono limitazioni (ad es. temporali) all’utilizzo della macchina di mio padre (targa italiana) nel Paese UE (Germania) in cui risiedo da iscritto AIRE. I viaggi fra il suo luogo di residenza in Italia e il mio in Germania sarebbero relativamente frequenti e le mie permanenze ininterrotte in Germania mai più lunghe di due mesi. Grazie in anticipo!

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Si, esistono, è meglio spiegato nell’articolo.

  2. Avatar
    Giuseppe

    Buongiorno Marco
    vorrei sapere se con il nuovo codice della strada posso ancora guidare saltuariamente l’auto di mio figlio residente all’estero ma,con tutta la documentazione AIRE in regola.grazie per la risposta distinti saluti

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Saltuariamente si.

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    Elena P.

    buogiorno Marco e grazi per questo prezioso spazio!
    Sono italiana residente in Francia e iscritta all’AIRE. Ho una vecchia vespa del 1963 intestata a mio padre deceduto anni fa. Vorrei sapere se posso mantenere la targa italiana e cosa va fatto in termini legali per poterla intestare a mio figlio

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Nessun problema per mantenere la targa Italiana se il mezzo resta in Italia.

  4. Avatar
    Marco

    Ciao Marco,
    ti ringrazio per questo ottimo articolo, noto molta disinformazione online sul tema “aggiornamento delle carte di circolazioni per residenti AIRE”.
    Personalmente, possiedo un’auto in Italia da molti anni e sono residente AIRE da circa due anni. Riguardo all’auto, utilizzata solo un mese all’anno per le vacanze, ero convinto che tutti i dati di patente e carta di circolazione venissero in automatico aggiornati a seguito di comunicazione da parte dell’Anagrafe Aire (in effetti, nessuno mi ha mai chiesto di comunicare alcunché, altrimenti lo avrei fatto!). Per mero scrupolo, ho fatto anche delle telefonate a diverse agenzie e le informazioni ricevute sono state contrastanti. Dalle verifiche effettuate sul portale dell’automobilista sembra risultare però il vecchio indirizzo. A questo punto, dovendo rinnovare la polizza, vorrei comunicare all’assicurazione il nuovo indirizzo e vorrei anche provare a mettere in ordine le informazioni al PRA. Le domande sono:
    – Pensi che possa essere applicata qualche sanzione per l’aggiornamento tardivo della carta di circolazione?
    – Bisogna recarsi in anagrafe o può farsi tutto direttamente in ACI?
    – Il domicilio in Italia indicato che valenza ha?
    Grazie in anticipo

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Grazie dei complimenti! Veniamo alle risposte:
      1- In genere no.
      2- Consiglio ACI o qualunque altra buona agenzia di pratiche auto
      3- E’ obbligatorio: serve come riferimento, e non necessariamente è correlato ad un fattore di rischio quando farai la polizza RCA.

  5. Avatar
    Daniele

    Buongiorno,

    avendo macchina e moto in Italia, come dovro’ comportarmi quando mi trasferiro’ a Malta?
    C’e’ bisogno di immatricolare nuovamente entrambi i mezzi o potro’ circolare con targa Italiana?
    Se dovro’ farlo, quale sarebbe la spesa?
    Sono iscritto all’AIRE, c’e’ qualche differenza?

    Grazie in anticipo,
    Daniele

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      E’ tutto spiegato, appunto, in questo articolo. In breve: si, devi ritargare se li vuoi usare a Malta.

  6. Avatar
    PACA

    Buongiorno, sono residente in Francia (confine con l’Italia), iscritto all’AIRE e posseggo un’auto in Italia (confine con la Francia) che é ancora targata italiana con il mio vecchio indirizzo, dove abita ancora la mia famiglia.
    Ho letto sul vostro articolo che ho la possibilità di cambiare l’indirizzo sulla carta di circolazione nei modi ben esposti dal vostro articolo.
    La mie domande sono le seguenti: una volta registrato l’indirizzo francese, i membri della mia famiglia potranno utilizzare l’auto in questione sul territorio italiano e per recarsi in Francia? Specialmente mio figlio che ora la sta utilizzando per recarsi in Francia per lavoro frontaliere. Sarà valiada la copertura assicurativa sul territorio francese, sia quando alla guida ci sarà un membro della mia famiglia o per le sporadiche volte che la utilizzero’ io in Italia e anchez passando il confine?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Purtroppo quel sistema ti garantisce l’utilizzo ma non in Francia. Forse la cosa migliore è volturarla a tuo figlio.

  7. Avatar
    Marcooo

    Ciao Marco.
    Ti scrivo perché non ho trovato l’informazione dopo una ricerca rapida con parola chiave.

    Nato in Italia qualche decina di anni fa’ e cittadino italiano, sono residente all’estero e iscritto all’AIRE da circa 8 anni. Fino alla partenza per l’estero, possedevo un auto italiana, assicurata regolarmente.

    Sto per acquistare un’auto in Italia e grazie a questo forum ho capito che posso assicurarla in Italia, a condizione di presentare il documento che attesta l’iscrizione all’AIRE e autodichiarare un domicilio. Il domicilio corrisponderà con l’indirizzo di residenza dei miei genitori.

    La mia domanda concerne la classe di merito. A quanto pare, l’attestato di rischio dell’assicurazione che avevo prima di partire all’estero è scaduta (durata 5 anni ..bye bye classe 2..). Secondo lei, posso usufruire della legge Bersani in quanto domiciliato presso i miei genitori e ottenere una classe di merito più bassa della 14? In caso negativo, esiste la possibilità di utilizzare la classe di merito dell’assicurazione estera? In caso negativo, davvero non esiste alternativa e devo partire dalla 14??

    Grazie in anticipo per la tua risposta!
    Marco

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      A mio parere la legge Bersani non è applicabile. Forse potrebbe essere riconosciuto qualcosa dalla classe estera, ma sarà difficile in asssenza di vendita del veicolo. Magari prova con un riconoscimento almeno di una classe interna dei tuoi genitori, la cosa migliore è trattare con la compagnia.

  8. Avatar
    Francesco E

    Ciao Marco,
    Sono cittadino italiano residente nel Regno Unito e iscritto all AIRE da tanti anni. Mi reco in Italia diverse volte all’ anno vorrei scendere con una macchina targata UK per poi immatricolarla con targa italiana. e lasciarla la . In Italia ho una casa di mia proprietà, quindi anche un indirizzo. Vorrei saspeare se è possible e cosa comporta, tenendo anche presente che lo sterzo della macchina e a destra.
    Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Direi che è fattibile, rivolgiti ad una buona agenzia in Italia.

  9. Avatar
    Alex

    Buongiorno Marco,
    Sono un cittadino italiano residente in Regno Unito ed iscritto all’AIRE.
    Ho 2 fratelli che vivono in Italia e insieme a loro possiedo una vettura del 1990. La vettura risulta intestata a nostro padre deceduto nel 2014. Con consenso dei miei fratelli vorrei intestare la vettura solamente a me stesso e quindi utilizzarla quando vado in Italia. Uno studio di consulenza automobilistica mi ha scritto che non avendo la residenza italiana ne documenti italiani la macchina non puo’ essere intestata a me stesso.
    Devo ribadire allo studio che io possiedo passaporto italiano, la carta di identita’ mi e’ scaduta ma se non sbaglio mi e’ possibile rinnovarla attraverso l’AIRE qui in Inghilterra.
    Volevo chiederle una sua opinione a riguardo perche’ mi vien da pensare che dovrebbe esserci modo per intestarla a me stesso.

    Grazie
    Alex

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Hai pienamente diritto ad avere l’auto intestata in Italia a tuo nome, fornendo un indirizzo di recapito (non residenza) Italiano.

      • Avatar
        Alex

        Grazie per la sua rapida risposta. Mi sembra di aver letto che l’indirizzo puo’ essere anche di un amico residente in Italia, mi da conferma?
        Mi chiedo anche cosa dovrei fare se dovessero rifiutare di procedere con il passaggio di proprieta’ e se il passaporto dovrebbe essere comunque considerato essendo la carta d’identita’ al momento non disponibile. I tempi di attesa per il rinnovo della carta d’identita’ qui all’AIRE in Inghilterra sono molto lunghi.
        Grazie

        • Marco R. (Borsatrader)
          Marco R. (Borsatrader)

          Ok per l’indirizzo di un conoscente. Il passaporto basta come documento!

  10. Avatar
    Alberto

    Salve, mi sono appena trasferito in Austria per lavoro e ho cambiato la residenza permanente. La mia auto e’ intestata a me e mio padre al momento e’ comproprietario (compr sul libretto). So che qui bisogna reimmatricolare il mezzo entra 30/60 gg dal trasferimento della residenza, tuttavia i vari costi di conversione e assicurazione gravano solo nel caso in cui la macchina sia intestata a me. Se la macchina non e’ intestata a me invece posso circolare per un anno in austria e nel momento in cui esco dai confini ho un altro anno per e cosi’ via. Volevo chiedere se la comproprieta’ della macchina con mio padre potesse salvarmi in qualche modo, anche se dubito essendo proprio segnato come proprietario nella sezione C del libretto. Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Caso limite, per il quale si può avere fortuna oppure essere “beccati”. Il problema è che nei Paesi con polizie efficienti, una targa straniera costantemente sul territorio da nell’occhio.

  11. Avatar
    Barbara S.

    Cittadino italiano residente in Francia auto già con targhe francesi quindi re immatricolata le vecchie targhe italiane sono da riconsegnare al PRA della città di residenza? O no

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      SI, fai attenzione, in teoria avresti dovuto farlo prima di avere le nuove targhe francesi, quindi non fare presente la cosa altrimenti sei in sanzione.

  12. Avatar
    Franco

    Auto di mia proprietà italiana ora in uso a mio figlio che vive in spagna,ad aprile scade la revisione come fare?
    Se decide di ritardarla in spagna si può’ evitare il passaggio di proprietà fornendo solo l’atto di vendita autenticato?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      La revisione va fatta in Italia, in quanto si presume che l’auto stia in Italia. Confermo che puoi fare targa nuova contestualmente al cambio di intestatario, sostanzialmente risparmiando la voltura.

  13. Avatar
    vincenzo adamo

    Cittadino Italiano iscritto AIRE da 18 mesi in TUNISIA….sono venuto in Tunisia con la mia Alfa 147 anno 2006…dopo 2 mesi…volevo tornare in ITALIA per le feste Pasquali….sono andato in aeroporto ed ho scoperto che non potevo imbarcarmi….o lasciavo la macchina nel deposito doganale o tornavo in macchina con la nave…..ho mal digerito questo fatto…ma se è la regola va rispettata….per ovviare a questo problema sto concretamente pensando di acquistare una auto nuova :
    1° quesito > mi conviene acquistarla in Tunisia o in Italia nuova o con vita di meno di 3 anni?
    2° quesito > Se la acquisto nuova in Italia …posso avere il rimborso dell’IVA o la Concessionaria mi deve fare fattura senza IVA? Oppure devo pagare il prezzo pieno IVA compresa?
    3°) Io voglio esportare l’auto di nuovo acquisto in Tunisia….cosa devo fare? è conveniente economicamente? o mi conviene acquistarne una nuova in Tunisia?
    3° quesito > In Italia ho 3 macchine vecchie…quasi storiche….devo fare il cambio della residenza nel libretto?…è una competenza di qualsiasi agenzia di pratiche auto oppure mi devo rivolgere a soggetti specializzati?…e in caso affermativo in provincia di Ragusa chi mi potete indicare?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Le tue domande sulla convenienza partono da un dato fondamentale: i prezzi sui due diversi mercati. Verifica tu in base al modello scelto, e sommando i costi per le pratiche ed il trasferimento qualora la acquistassi in Italia.
      Per l’IVA, rivolgiti ad una agenzia specializzata in pratiche auto estere.
      Per quanto riguarda invece i veicoli che rimangono in Italia, puoi lasciare la targa Italiana ma devi indicare la tua residenza estera a libretto e adeguare la polizza: è tutto spiegato nell’articolo.

  14. Avatar
    Giovanni

    Ciao e grazie per i consigli. Ho una domanda: da residente AIRE in paese UE e con auto con targa estera del paese di residenza, posso circolare liberamente in Italia? E per quanto tempo? Nel caso ci fossero dei limiti di tempo come potrei giustificare una eventuale trasgressione? Chiedo poiché sono titolare di impresa estera e la mia presenza è saltuaria nel paese di residenza estera e spesso lavoro da remoto quindi mi trattengo a lungo in Italia senza contare i mesi, o spesso vado in altre nazioni per diverso tempo lasciando l’auto con targa estera in sosta in Italia. Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Come residente estero hai diritto a circolare senza limiti ovunque (anche in Italia) con la targa del tuo paese di residenza, tuttavia se la tua permanenza in Italia è superiore a 6 mesi, ti può essere contestata non tanto la targa quanto proprio la residenza, anche per motivi fiscali. Chiaramente dovrebbe essere dimostrato, con accertamenti specifici.

      • Avatar
        Giovanni

        Intanto grazie per la risposta e per la competenza e l’esperienza messa a disposizione. Mattiamo il caso che stia vivendo un “periodo sabbatico”, consumando risparmi maturati negli anni passati e quindi momentaneamente non abbia obblighi di dichiarazioni fiscali con nessun paese… posso stare in maniera ininterrotta in Italia con la mia auto con targa estera da residente estero per più di 6 mesi? Grazie ancora per i preziosi chiarimenti.

        • Marco R. (Borsatrader)
          Marco R. (Borsatrader)

          Per la legge, no, tuttavia per contestare la permanenza prolungata, servirebbero dei controlli mirati, nel tempo.

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    Luigi

    Buongiorno,
    Sono iscritto all’aire dal 2018 presso il comune di Collecchio PR dove vivevo in casa di mia proprietà. Sempre nel 2018 mi sono trasferito , da pensionato, in Portogallo dove ho residenza fiscale ed anagrafica;
    Ho una auto esportata in Portogallo e quindi con targa portoghese ed una seconda auto rimasta in Italia con targa italiana con comunicazione al Pra di Parma , pagando circa euro 100, intestata a me iscritto aire e con residenza portoghese. Circa 3 anni fa ho venduto la casa di Collecchio e poi ho preso in affitto una casa a Salerno dichiarandola seconda casa dove NON ho mai eletto domicilio. Sono in regola oppure dovevo effettuare altri passi? Grazie per la gentile futura risposta.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      A mio parere, dovresti aggiornare il RECAPITO che è richiesto relativamente alla proprietà della vettura Italiana.

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    Caterina

    Buongiorno. Sono un cittadino AIRE proprietario di un veicolo con targa italiana. Dovrei fare il passaggio di proprietà ad un cittadino italiano in Italia. Come cittadino AIRE lo posso vendere? quali documenti devo presentare?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      E’ un normalissimo passaggio di proprietà! Devi però essere presente di persona.

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    Alex

    Buongiorno Marco e anzitutto il tuo testo è incredibile!
    La mia macchina è immatricolata in Italia Tuttavia dovrei essere in Francia temporaneamente fino a ottobre 2024 per motivi di lavoro.
    Ho bisogno di portare i miei cani in Francia con l’auto.
    Sono residente in Italia, ma nel frattempo, a causa di un divorzio, sto per restituire la mia casa italiana in affitto.
    Che consiglio mi daresti su come gestire la macchina? Considerando che tornerò in Italia dopo l’ottobre 2024.
    La mia domanda è piuttosto particolare. Grazie dal profondo del cuore

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Esagerato! Grazie!
      In assenza di residenza in Francia, puoi usare liberamente la tua auto Italiana in Francia per 1 mese, il quale però non ha una decorrenza certa, a meno di reiterati controlli. Quindi potresti tentare di provarci, visto il periodo ridotto, perchè ritargare Francese e poi di nuovo Italiana sarebbe davvero oneroso. Se invece sposti la residenza hai poche alternative, devi ritargare. Valuta anche una vettura a noleggio in Francia.

  18. Avatar
    Andrea

    Buongiorno Marco, Le racconto la mia situazione: al momento sono ancora residente in Italia, ma ho anche il codice fiscale greco. Vorrei immatricolare in quella nazione una mia auto e lasciarla là per i miei viaggi. Ammesso che riesca ad avere una targa greca, perchè se non sbaglio dovrei poterlo fare, come anche potrei acquistare là un altro veicolo, la domanda è: potrei poi circolare in Italia oltre i canonici 30 giorni con quel veicolo?
    Grazie mille per la risposta.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      No, neanche un giorno in quanto non essendo iscritto AIRE, tu in Italia non hai diritto di possedere un’auto a targa straniera.

  19. Avatar
    Giovanni

    Salve,
    sono un cittadino italiano residente a Ginevra con permesso C, iscritto all’aire. Posso acquistare e intestarmi un auto con targa italiana da usare quando sono in Italia?
    Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Certo, la modalità è spiegata proprio in questo articolo.

  20. Avatar
    Emilio

    Buongiorno, sono residente in Italia, ma domiciliata in Spagna da 5 anni, vorrei sapere se posso comprare un’auto in Italia, portarla in Spagna e chiedere l’immatricolazione in Spagna.. tra qualche anno la vorrei vendere lì perché dovrei tornare in Italia. È possibile farlo? Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Se intendi che hai la residenza in Spagna non dichiarata in Italia, si puoi farlo, diversamente no, ovvero intendo se non risulti all’anagrafe Spagnola.

      • Avatar
        Emilio

        Risulto all’anagrafe spagnola come domiciliata da 5 anni, ma la mia residenza è sempre stata in Italia. Posso farlo? Grazie

        • Marco R. (Borsatrader)
          Marco R. (Borsatrader)

          SI, puoi farlo, e come sempre, se puoi, DEVI, nel senso che tu non puoi circolare in Spagna con una tua vettura Italiana.

  21. Avatar
    Valeria

    Buongiorno,

    sono residente in Canada ma voglio mantenere targa italiana su auto di mia proprieta’ che si trova in Italia e uso quando ci vado d’estate.

    Leggo nell’articolo:
    Per procedere, è necessario fornire come riferimento legale un indirizzo di una persona residente in Italia. Andrà bene un parente ma anche un amico, previo il suo consenso. Basterà aggiornare la carta di circolazione in Motorizzazione o tramite una agenzia di pratiche auto. La procedura è del tutto analoga a quella del cambio di residenza in Italia, e costa circa 100,00 € se fatta tramite agenzia.

    Questa procedura e’ obbligatoria per legge o consigliata per non avere problemi con l’assicurazione e/o in caso di controlli della polizia? E’ obbligatoria (o consigliata) solo in caso di vendita del veicolo o a prescindere?

    La Motorizzazione non consente di farla da remoto e le agenzie di pratiche auto non sanno dell’esistenza di questa procedura… e’ descritta online da qualche parte?

    Grazie mille!

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      E’ obbligatoria dal momento che in Italia hai dichiarato la residenza estera (AIRE).

  22. Avatar
    Maurizio D.

    Buona sera
    A breve trasferirò la mia residenza in Tunisia e posseggo due auto che lascerò in Italia. Da quanto ho capito dovrò comunicare all’assicurazione la nuova residenza all’estero. Non mi sono chiari alcuni punti.
    1) a chi devo rivolgermi affinché la mia residenza estera finisca sui libretti delle auto?
    2) a cosa serve indicare all’assicurazione il domicilio di un familiare/amico?
    Grazie della sua disponibilità.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      1- nel momento in cui cambierai residenza presso l’anagrafe (ovvero, farai l’iscrizione AIRE), dovrai anche dichiarare i libretti da aggiornare.
      2- bella domanda, probabilmente per avere un riferimento in Italia, almeno per la tariffazione della polizza, che comunque sarà purtroppo più alta.

  23. Avatar
    manuela

    Buongiorno.
    Io e mio marito siamo iscritti regolarmente all’AIRE (residenza in Usa).
    Abbiamo un’auto in Italia di proprietà (intestata a mio marito) con RCA sempre intestata a mio marito.
    Ora vorrei intestare la stessa polizza RCA a me.
    Come faccio a godere della stessa classe di merito?
    Grazie.
    Manuela

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Il primo punto da capire è: avete regolarmente indicato a libretto la vostra residenza estera?
      In ogni caso, il cambio di contraente della polizza è sempre possibile a scadenza e comporta il mantenimento della classe in quanto legata alla proprietà del veicolo.

      • Avatar
        manuela

        Grazie.
        Non abbiamo indicato a libretto la nostra residenza estera.
        Mi dicono che anche se cambio la contraenza della RCA a nome mio, non posso godere della classe di merito (del proprietario dell’auto, mio marito e non io).
        Non ho un certificato ufficiale di residenza estera (non esiste in Usa).

        • Marco R. (Borsatrader)
          Marco R. (Borsatrader)

          Il cambio residenza va fatto pena la non copertura.
          La classe di merito non può essere trasferita a tuo nome, confermo, tuttavia è un problema che non si pone se l’auto non viene volturata, in quanto viene assicurata ancora con la classe originale, che è e rimane di titolarità del proprietario.

  24. Avatar
    M. FABIO

    Buongiorno e anzitutto un grazie enorme per il vostro aiuto!
    Sono residente in Francia regolarmente iscritto all’aire ed ho appena acquistato una vettura usata in Italia !
    Dopo molte fatiche sono riuscito ad avere le targhe e libretto francesi!
    Coda devo fare adesso con le targhe ed il libretto italiano?
    In attesa di gentile risposta porgo i miei piu sentiti ringraziamenti

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Per ottenere la targa francese avresti dovuto restituire quella Italiana: non è chiaro che procedura tu abbia adottato, ma probabilmente è stata una sorta di forzatura, visto che (come dici) è costata fatica. E’ vietato tenere un mezzo con doppia immatricolazione, e costerebbe due volte bolli ed oneri, quindi recati in una agenzia Italiana specializzata e prova a rettificare il tutto, restituendo la targa Italiana.

  25. Avatar
    Antonella

    Buon giorno esperto ho comprato un’ automobile per trasferirmi a vivere a Tenerife .Ma è vero che devo essere in possesso del mezzo per almeno 6 mesi e se è così non c’è una soluzione per evitare problemi per cambio targa? Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Spiegati meglio: hai acquistato un’auto in Italia e la vuoi subito esportare a Tenerife?

  26. Avatar
    Davide

    Buonasera, a breve ho intenzione di trasferirmi in Germania. Posso comprare subito un auto o prima devo cambiare residenza?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Si, certamente.

  27. Avatar
    Max

    Buongiorno,
    Sono iscritto AIRE da poco tempo, vivo all’estero ma ho due veicoli di proprieta’ in italia, nel mio ultimo comune di residenza. Ho da poco scoperto che dovrei aggiornare i libretti dei miei mezzi con la nuova residenza estera ed un recapito italiano.
    Ricordo che a seguito di un trasferimento precedente presso un altro comune, il nuovo comune di residenza aveva provveduto a notificare tutti i cambiamenti di indirizzo anche per le mie vetture, ed avevo ricevuto gli adesivi aggiornati da applicare sui libretti.
    Ora che ho fatto iscrizione AIRE, a chi devo rivolgermi per la procedura di aggiornamento? all’ultimo comune di residenza?

    Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      E’ vero, dovrebbe essere automatico, ma nel caso AIRE solitamente si passa dalla Motorizzazione o, per evitare lungaggini burocratiche, da una agenzia di pratiche auto.

  28. Avatar
    crotti f.

    Gentilissimi, sono un italiano residente all’estero regolarmente iscritto all’AIRE, per il periodo natalizio rientreró in Italia per le vacanze e non essendo piú in possesso di un automezzo, sono costretto a noleggiarlo. Ho rinnovato la patente scaduta presso l’ambasciata la quale mi ha rilasciato un documento da tenere allegato alla patente originale, mi chiedo e vi chiedo, e’ possibile noleggiare un auto tenendo presente che sulla patente originale la data e’ scaduta? non fanno problemi se allego quel documento ufficiale regolarmente rilasciato dall’ambasciata?
    saluti cordiali

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Il rinnovo presso l’ambasciata è valido per la circolazione in Italia, ma è soggetto a contestazione all’estero e non sempre accettato dagli autonoleggi, è soggettivo. Suggerisco di chiedere al noleggio prima di prenotare la macchina.

  29. Avatar
    Raffaele

    Buongiorno, sono residente in Germania da 2 anni (Anmeldung) e in questo tempo ho sempre usato l’auto con targa italiana che è intestata a mio padre (in auto ho anche una delega a condurre firmata da lui). Non sono iscritto all’AIRE. Rispetto alla normativa italiana è tutto in regola (assicurazione, bollo, revisione, ecc.) ma a settembre scadrà la revisione e – ammesso che io non debba immatricolare l’auto in Germania – entro settembre dovrò fare la revisione in Italia, per poi tornare in Germania.

    Chiedo gentilmente conferma se effettivamente possono continuare a usare quest’auto in Germania (come sembrerebbe dal punto 4), scendendo in Italia unicamente per fare la revisione e poi tornare su, oppure se devo immatricolarla in Germania e prendere la targa tedesca. Grazie.

    (Mi è già capitato un paio di volte di essere fermato dalla polizia tedesca, ma non mi è stato mai reclamato nulla. Ho anche ricevuto una multa per eccesso di velocità, che è arrivata a casa di mio padre in Italia e che è stata prontamente pagata)

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Se leggi meglio il punto 4, è spiegato che è una soluzione soggetta a contestazioni.

  30. Avatar
    Giovanni

    Ciao Marco e complimenti per le tue risposte puntuali, anche io ho un caso simile.

    Sono un lavoratore italiano, residente in Germania (Berlino) dal 2021 (con Anmeldung) e iscritto all’AIRE dal 2021.
    Mio padre è residente in Italia e possiede un’auto, regolarmente immatricolata in Italia con assicurazione.
    Posso entrare in Germania con la macchina di mio padre e usarla per esempio 3/4 mesi sul territorio tedesco?. Dato che posso lavorare da remoto, vorrei poter essere flessibile e spostarmi liberamente da un paese all’altro.
    Grazie in anticipo.
    Giovanni

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Grazie! La risposta in breve è No, o meglio, non è sicuro: è meglio spiegato nell’articolo.

  31. Avatar
    Giovanni

    Ciao Marco, posso re-immatricolare in Germania, l’auto che attualmente è intestata a mio padre in Italia? Posso fare solo il passaggio diretto (Italia / Germania – da mio padre a me) oppure devo fare un doppio passaggio ( italia / italia – mio padre / me e successivamente immatricolazione italia / Germania?)

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Passaggio diretto, basta fare la procedura di esportazione in Italia.

  32. Avatar
    Salvo C.

    Buongiorno
    Sono un pensionato residente in Tunisia iscritto all’AIRE.
    Volevo chiedervi se posso immatricolare in Italia la mia auto acquistata in Tunisia, pur rimanendo ancora per qualche anno In Tunisia. La stessa, se immatricolata in Italia posso saltuariamente riportarla in Tunisia; e come si comporta l’assicurazione per la carta verde in paesi extracomunitari.
    Chiaramente dovrò anche pagare il bollo, inoltre só che la vettura con targa estera non può stare più di 3 mesi in Tunisia.

    Vi ringrazio, anticipatamente, per la vostra disponibilità e professionalità.
    Vi invio i miei più cordiali saluti

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Caro Salvo, hai diritto ad immatricolarla in Italia ed usarla liberamente, ma non in Tunisia, come sempre accade in questi casi. Nel paese di residenza è richiesto avere la targa locale, salvo un periodo di comporto di alcuni mesi, variabile di Stato in Stato, che però decorre da quando si stabilisce la residenza,.

  33. Avatar
    Paschina S.

    Buonasera , sono cittadino italiano iscritto all‘aire e quindi residente in Germania , vorrei comprare uno scooter in Italia e lasciarlo a casa in modo da poterlo usare quando scendo , lo posso assicurare in Italia anche se sono residente in Germania?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Certamente, il come fare è tutto spiegato nell’articolo.

  34. Avatar
    Giuseppe

    buongiorno,mio figlio risiede in Svizzera iscritto AIRE,ha un auto qui in Italia con libretto di circolazione già aggiornato AIRE la posso usare saltuariamente senza problemi?grazie

    • Avatar
      Nunzia

      Signor Giuseppe, presso quale compagnia assicurativa è assicurata? Grazie della risposta

      • Avatar
        Giuseppe

        rispondo un pò in ritardo..l’auto è asicurata con Unipol

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Confermo!

  35. Avatar
    Ada

    Salve,
    Ho un auto di mia proprieta’ acquistata in Italia e rimasta dai miei genitori ma io vivo in Germania e sono iscritta all’Aire. Vorrei sapere se l’ auto puo’ guidarla mio padre.

    Grazie.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Certamente, anche se, a norma, andrebbe indicato a libretto il nome del conducente abituale.

  36. Avatar
    Ermes

    Buongiorno,
    ho da poco trasferito la mia residenza in Germania e ho proceduto ad iscrivermi all’AIRE in quanto rimarrò nel Paese per 2 anni. Ho un’auto con targa italiana intestata a mio padre (cittadino italiano con residenza in Italia). E’ necessario immatricolare l’auto in Germania?

    Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Purtroppo si, almeno fino al primo controllo… nell’articolo è spiegato meglio.

  37. Avatar
    Mauro

    Mi sono da poco trasferito a Cipro. Ho un’auto in proprietà e non vorrei venderla, in modo da poterla usare quando sarò in Italia. Mi è stato detto che essendo iscritto all’AIRE non posso detenere auto in proprietà … se non voglio avere problemi con l’Agenzia delle Entrate.
    Potete darmi un vostro riscontro. Grazie.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      SI certo, basta aggiornare libretto e assicurazione indicando residenza AIRE ed un recapito in Italia.

  38. Avatar
    Giovanni F.

    Buongiorno vivo da 35 in Germania e iscritto all aire con domicilio presso mia madre e auto assicurata in italia da 37 anni circa
    Ho chiesto di cambiare assicurazione e mi hanno chiesto un certficato di residenza italiana .io ho risposto che basta una certficazione di domicilio in italia e che sul libretto sia scritto la mia residenza all estero ( che non c e e pagando la modifica), ma loro dicono che non é possibile.
    Io so che é possibile ma che non posso gudarla in germania

    Mi chiedo se cio é possibile avere una polizza annua da una nuova assicurazione.
    Grazie Ferraro

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Ti confermo che hai diritto alla copertura RCA. Cambia compagnia.

  39. Avatar
    Fa

    Buongiorno,
    quando si è in una fase di transizione come segue:
    già residente in un altro paese UE come la Spagna
    ma non ancora iscritto all’AIRE
    e si entra col veicolo nel paese di nuova residenza (quindi dall’Italia si entra in Spagna con targa italiana) risultando perciò ancora residente anche in Italia (perché manca ancora l’iscrizione AIRE, quindi formalmente risulta una doppia residenza anche se formalmente già acquisita anche la spagnola)
    ad un eventuale controllo della polizia del paese di destinazione (Spagna) cosa risulterà loro se presento solo i documenti del paese di origine (patente e libretto e targa italiani) e sono già passati i 6 mesi consentiti per il cambio di targa?
    Apparentemente, finché sono presenti tutti i documenti italiani, ancorché si configuri un ritardo di registrazione all’AIRE con possibili problematiche annesse, non dovrebbero però esserci problemi nel circolare col veicolo targato italiano in Spagna, paese di nuova residenza?
    E’ giusta l’interpretazione delle attuali leggi?

    Grazie e un cordiale saluto

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      No, a mio avviso sei in contravvenzione in Spagna.

  40. Avatar
    Ornella Z.

    Buongiorno, sono cittadina italiana iscritta AIRE con residenza in Marocco e nessuna domiciliazione in Italia, auto italiana sdoganata ed immatricolata in Marocco ed ottenuto nuova patente marocchina. In base all’art. 132 comma 1 si può circolare con targa straniera per la durata massima di un anno.
    Come viene calcolato? Per motivi personali sono arrivata in Italia alla metà di settembre 2022 ed alla fine dell’anno 2022, pur rimanendo sempre in italia, avevo rispettato i 6 mesi ed due giorni di permanenza in Marocco valida ai fini fiscali. Sempre per problemi personali non sono più riuscita a partire e rientrerò in Marocco verso la fine di giugno 2023 di modo che, fino alla fine del 2023, avrò rispettato i 6 mesi di permanenza in detto paese. Pertanto cortesemente vorrei sapere se sono in regola oppure no. Grazie cordiali saluti Ornella

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      A mio avviso l’anno decorre dalla data nella quale hai stabilito la residenza.

  41. Avatar
    Danilo

    Buongiorno
    sono un italiano all’estero iscritto AIRE. Vorrei immatricolare la mia auto in Italia visto che non reintra piu’ in Belgio nei parametri ambientali richiesti.
    Tuttavia continuero’ a vivere in Belgio, e’ possibile farlo?

    Grazie in anticipo della risposta

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Si, ma non potrai usarla in Belgio.

  42. Avatar
    Cecilia

    Salve,
    sono cittadina italiana iscritta all AIRE e residente in Olnada. In Italia ho una macchina intestata che vorrei portarmi in Olanda. Portarla qui e reimmatricolarla comporterebbe una spesa non indifferente. quandi volevo sapere se fosse possibile portarla qui. Ho un limite di tempo per usarla in questo stato?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Nei Paesi Bassi è necessario reimmatricolare subito l’auto, pertanto devi farlo… prima di partire dall’Italia!

  43. Avatar
    Maurizio R.

    Buongiorno. Mio figlio è iscritto all’AIRE in un paese EU. Vuole acquistare un veicolo nuovo in Italia. Secondo il decreto Salvini e secondo l’ articolo 134 comma 1 bis del CDS, può immatricolarlo in Italia con targa italiana fornendo al concessionario l’indirizzo AIRE e la autocertificazione del suo domicilio legale in Italia. E’corretto ?
    Lo stesso dovrebbe valere per l’assicurazione del veicolo. E’ corretto?
    Grazie mille.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Certamente, tuttavia è bene ricordare che non lo potrà usare nella Nazione di residenza.

  44. Avatar
    antonio

    Buongiorno.

    Sono iscritto all’AIRE con residenza in Francia da Gennaio 2023.
    Ho due auto di targa italiana tra cui una che ha bisogno di fare la revisione ministeriale prima di fine giugno 2023 e l’altra prima di fine settambre 2023.
    Posso mantenere la targa italiana e fare un controllo tecnico in Francia senza bisogno di dover andare in Italia? Se si, come fare per comunicare la variazione di residenza alla motorizzazione?
    Altrimenti devo re-immatricolare le due vetture in Francia?

    Grazie in anticipo

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Non è possibile fare la revisione in Francia, e comunque sei obbligato a ri-targarle se le usi in Francia.

  45. Avatar
    Federico

    Salve, sono cittadino italiano residente all’estero e iscritto all’AIRE (Brasile), a partire dal prossimo anno vorrei trascorrere 6 o 7 mesi in Italia e vorrei comprare un’auto e una casa in Italia. Come devo comportarmi per l’acquisto e l’assicurazione auto, mantenendo la residenza all’estero?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      E’ tutto spiegato nell’articolo, tuttavia fai attenzione ai tempi di permanenza, in quanto la residenza va presa laddove si trascorre almeno 6 mesi ed 1 giorno l’anno.

  46. Avatar
    Fabrizio

    Buon giorno, mia figlia si è trasferita in Olanda si è iscritta all’ AIRE e ha lasciato la sua auto in Italia, cambiando residenza sul libretto e assicurazione e lasciandola a casa dei genitori come luogo di stallo volevo sapere se la possiamo utilizzare normalmente

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Direi di si!

  47. Avatar
    Marco Balm

    Buongiorno, il mio quesito è il seguente.
    Mio figlio mi darà la sua macchina (a lui intestata) che porterò in Spagna dove io vivo e lavoro (ho NIE e iscritto AIRE).
    Poi io la farò immatricolare in Spagna. La domanda è: Ho bisogno della presenza fisica di mio figlio in Spagna? Ho bisogno prima di intestarla a me facendo il passaggio di proprietà in Italia prima di reimmatricolarla in Spagna?
    Grazie per la vostra risposta.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Tuo figlio deve fare in Italia la pratica di esportazione.

  48. Avatar
    Bruno

    Buongiorno, sono cittadino italiano residente in Spagna è iscritto all’AIRE. Posso portare la macchina di mio figlio residente in Italia e a lui intestata e utilizzala io per poter girare la Spagna. Dal vostro articolo mi sembra di sì anche senza limiti di tempo. Potete confermare?
    Grazie mille.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Leggi meglio, non è esattamente così.

      • Avatar
        Bruno

        Ok, ho riletto bene il vostro articolo. Diciamo che ho capito che è possibile ma sempre correndo il rischio di essere controllati se si incappa nella polizia locale. Corretto?
        Grazie per il vostro riscontro.

        • Marco R. (Borsatrader)
          Marco R. (Borsatrader)

          E’ così.

  49. Avatar
    FABIO

    Buongiorno, avrei bisogno di un’informazione. Sono iscritto all’aire UK e proprietario di una motocicletta targata UK. Mi chiedevo se fosse possibile portare il mezzo in Italia per le mie vacanze è, nei periodi di mia assenza, farlo tenere in attività da un mio famigliare. Faccio presente che, purtroppo, la suddetta moto non può essere assicurata in UK per conducenti non residenti. Vi chiedo pertanto se esiste una procedura corretta per regolamentare la situazione
    rimango in attesa di un vostro gentile riscontro
    cordialmente
    Fabio

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Purtroppo non è possibile farla guidare da familiari non residenti in UK, né è possibile assicurarla in Italia.

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    Arianna

    Salve, sono una cittadina italiana iscritta all’AIRE nel Regno Unito da qualche mese dove vivo e lavoro per il 90% dell’anno. Quando mi sono trasferita nel Regno Unito, ho lasciato in Italia la mia auto italiana intestata a me. Posso liberamente vendere l’auto in Italia e quindi fare un normale passaggio di proprietà o esistono delle regole particolari per queste situazioni? Per esempio prima cambiare il mio indirizzo nel libretto di circolazione e poi vendere?

    Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Non vedo problemi, tuttavia dovrai essere fisicamente presente in Italia alla vendita, oppure fare la procedura di voltura da proprietario non intestatario, delegando terzi e pagando doppia IPT.

  51. Avatar
    Simone

    Buongiorno,
    Sono un cittadino italiano residente nei Paesi Bassi e iscritto all’AIRE. Posso guidare un’auto intestata a mia madre che vive in Italia nei Paesi Bassi per un certo periodo di tempo?
    Grazie mille!

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Simone: tendenzialmente no, è spiegato meglio nell’articolo.

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        Maria

        E’ interessante approfondire il 4° punto: usare all’estero l’auto di un parente in Italia.

        Avevo capito dalla spiegazione del quarto punto nell’articolo che era possibile guidare all’estero un veicolo intestato a parente.
        Potete spiegare meglio questo caso? Grazie

        • Avatar
          Roberto

          Uniamo queste due cose e viene fuori che per un Italiano residente all’estero, è fattibile guidare nel Paese di residenza un’auto a targa Italiana intestata ad un parente con residenza Italiana, senza limiti di tempo.

          Copio e incollo articolo.
          Quindi si può, no?

        • Marco R. (Borsatrader)
          Marco R. (Borsatrader)

          Roberto: in realtà proseguendo la lettura, dopo viene posto un dubbio.

        • Marco R. (Borsatrader)
          Marco R. (Borsatrader)

          Ma è spiegato dettagliatamente proprio li, nell’articolo!

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    AntonioS

    Ho acquistato un’auto in Francia 4 anni fa quando vi ero residente e iscritto all’AIRE. Adesso sono tornato in Italia dove ho preso la residenza definitiva. Devo immatricolare la mia auto estera ma ho una domanda: i documenti da fornire sono gli stessi del caso in cui fossi andato ad acquistare un’auto all’estero pur essendo residente in Italia?
    Grazie mille

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Direi di no: avrai un certificato di esportazione del veicolo in Francia con il quale farai i nuovi documenti Italiani.

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    Omar

    Buongiorno,
    Mi sono trasferito in Svizzera e a breve dovrei effettuare l’immatricolazione del veicolo nel nuovo paese, con il conseguente cambio della targa. ma ho una domanda: è possibile mantenere la vettura immatricolata in due paesi differenti? In sostanza, è possibile utilizzare la vettura in Svizzera con la targa svizzera, e in Italia con la targa italiana? In questo modo, teoricamente dovrei pagare eventuali tasse (bollo in Italia) ed RCA in entrambi i paesi, ma sarebbe possibile volendolo?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      No, è vietato.

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    Andrea G.

    Ho una macchina che sto acquistando da una concessionaria in Italia che deve venire in Olanda.
    Io sono Italiano ( iscritto A.I.R.E. ) con la residenza in Olanda.
    Ovviamente la macchina una volta arrivata in Olanda avrà la targa Olandese.
    Quale è il metodo migliore per far si che la macchina arrivi in Olanda?
    Io sarei disposto a scendere in aereo e tornare con la macchina…

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      Gianluca

      Okkio alla dogana per l’Iva. Rischi un potenziale doppio pagamento Iva e dover fare richieste di rimborso postume farraginose. Meglio fattura italiana senza Iva ( risiedi all’estero ) , vidima in uscita alla dogana e vidima ingresso a quella Olandese. Pagamento tasse Iva Olanda e consegna foglio come hai pagato. Diversamente non immatricolano .In germnaia perlomeno è così. Probabile pure in Olanda. Su questo non posso garantire.
      L’auto è sempre meglio comprarla usata di 6 mesi e con poco più di 6000 km , così facendo non ci sono incombenze fiscali.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Fatti spedire i documenti e verifica se puoi fare le pratiche ed avere le targhe Olandesi subito.

  55. Avatar
    Kamel

    Per favore potete aiutarmi ho comprato un auto in germania tutto in regola assicurata con targa rossa sto aspettando la carta conformita per depositare la pratica di immatricolarla in italia sono italiano il 21 decembre sono partito in tunisia e ieri il 6 gennaio sono ritornato al porto di genova la dogana mi ha fermato e sono stato costretto a.pagare il 22% d’iva e la mia auto ha 6 anni…mi hanno detto che ho importato la.machina da un paese extra eu !! Ma come si fa ? E io ho appuntamento il lunedi / domani / per riammatricolarle italiana…se non pago l’auto vieni sequestrate !! Ma io sono andato per le vacanze perche non riesco a immatricolarle prima del mio viaggio…potete darmi una risposte grazie.

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Purtroppo è un bel problema in quanto con quella targa non saresti potuto andare all’estero, in quanto è valida solo in virtù di un accordo di reciprocità tra Italia e Germania, e solo per trasferimento o collaudo.

  56. Avatar
    Nicola

    Sono proprietario di un camper comprato in Francia e sono iscritto al AIRE. Mio figlio e residente in Italia può usare il camper grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Se ha targa francese, no.

  57. Avatar
    Nicola P.

    Salve, vivo in Canada da 32 anni e l’hanno prossimo vorrei tornare in Italia e vivere 6 mesi a l’anno volevo sapere se potrei portare la mia moto e ritargarla in Italia avendo la residenza in Canada e la cittadinanza italiana, grazie a chi risponderà

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Certamente.

  58. Avatar
    Rino

    Sono italiano residente all’estero iscitto aire la
    Mia auto ha targa con lettere cirilliche posso circolare in Italia ? Grazie

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Non dovrebbero esserci problemi.

  59. Avatar
    Valeria

    Buonasera,
    Sono residente in Svizzera iscritta Aire ho con me auto italiana regolarmente importata e ora con targa CH. Posso comprare un auto nuova in Italia, dove costerebbe meno, e importarla in Svizzera con uso della targa che ho già?
    Grazie.
    Valeria

    • Avatar
      N.D.

      Posso chiederti come hai fatto per l’importazione dell’auto che avevi già?

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Attenzione a IVA e dazi, pari a circa il 12/13% del valore del mezzo.

  60. Avatar
    N.D.

    Grazie a voi “esperti” adesso mi trovo intrappolato in Italia con l’auto radiata dal PRA (senza targhe). Perdonatemi le virgolette ma sono nella m***a grazie ai vostri consigli.
    Non c’è NESSUNA ASSICURAZIONE che vuole farmi una polizza con la targa provvisoria C1. NESSUNA ribadisco, dalle grandi società fino alle più piccole. Inutile cercare in rete perché è pieno di truffatori.
    Ora la soluzione più ovvia è ritargare e riassicurare l’auto in Italia.
    Ci terrei a essere pubblicato per avvisare chi legge di NON fare il procedimento che consigliate, che sarebbe anche quello giusto dal punto di vista legislativo, ma che è DA EVITARE assolutamente in quanto NON praticabile NEI FATTI, per i motivi detti sopra. Quindi se avete un’auto italiana da esportare all’estero, andate con la targa italiana, fate la targa estera e SOLO POI radiatela dal PRA.
    Assurdità su assurdità.

    Un saluto

    • Marco R. (Borsatrader)
      Marco R. (Borsatrader)

      Mi dispiace molto, tuttavia ci teniamo a sottolineare che anche noi tendenzialmente sconsigliamo questa pratica, proprio per questo motivo.
      Facendo riferimento ai precedenti messaggi, abbiamo consigliato di fare prima la radiazione in Italia e dopo la reimmatricolazione, ma partendo dal presupposto, come avevi detto, che l’auto fosse già in Belgio!
      Comunque non è un problema così grave: hai due modi ben più pratici del ri-targare Italiano: il primo, ovvio, è andare a fare la targa estera e spostare l’auto con quella, oppure trasferirla con carrello o bisarca, ci sono moltissimi trasportatori che lo fanno.

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        Gianluca

        Mi dispiace ma ( parlo della germania ) non vengono più immatricolate auto con documenti non tedeschi. Quindi se devi venire in Germania o rifai tutto o carichi in bianca. Valuta quanto costa meno e ( secondo il valore della vettura) di venderla in Italia

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