Avviato il 15 maggio 2000 da Borsa Italiana, per Trading After Hours (TAH) si intende l’allungamento degli orari di contrattazione al fine di coprire anche la fascia serale, in genere fino alle ore 20:00 o alle 22:00.
Per adesso l’orario è dalle 18:00 alle 20:30 e dopo una fase di rodaggio si voleva portarlo fino alle 22:00, ma attualmente questa modifica è stata accantonata e il mercato serale termina alle 20.30.
Possono partecipare alla sessione serale solamente i titoli azionari più liquidi, quelli del S&P/MIB e del MIDEX, i titoli del nuovo mercato e i covered warrants per i quali è stata fatta apposita richiesta da parte dell’emittente. In linea generale per l’ammissione alle negoziazioni è richiesta la presenza di un operatore specialista che si impegni a garantire la liquidità degli strumenti. Non sono soggetti a questo obbligo esclusivamente i titoli del listino principale appartenenti all’S&PMib e al Midex.
Gli operatori specialisti devono adempiere ai seguenti obblighi:
- esporre continuativamente sul book di negoziazione proposte in acquisto e in vendita
- rispettare un vincolo di spread massimo
- provvedere a ripristinare entro 10 minuti le proposte eseguite e dunque “uscite” dal book di negoziazione
Dopo circa nove anni dalla nascita del Trading After Hours, la dimensione media degli scambi nella sessione serale risulta però ancora molto modesta se confrontata a quella fatta registrare nella sessione diurna e la liquidità è ridottissima. E’ ovviamente possibile effettuare online il Trading After Hours.
Oltre ai BTP, CCT, CTZ e ai BOT, il Ministero del Tesoro Italiano, a partire dal 2003, offre un’obbligazione innovativa capace di rimuovere il rischio di inflazione legato al possesso di BPT, garantendo ai risparmiatori un rendimento costante in termini reali soprattutto in periodi, come nell’estate dello scorso anno, in cui l’inflazione è molto elevata. Questi titoli indicizzati all’inflazione europea, i BTP€i , quotati al MOT, prevedono che sia il capitale rimborsato a scadenza, sia le cedole pagate semestralmente siano rivalutati sulla base dell’inflazione nell’area euro misurata dall’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IAPC). Anche a questa classe di titoli si applica l’aliquota del 12,5% sugli interessi percepiti e sullo scarto di emissione. Le cedole sono semestrali e le scadenze iniziali sono pari a 5, 10 e 30 anni. Il vantaggio dei titoli indicizzati all’inflazione è che offrono, sia agli investitori individuali che a quelli istituzionali, un’opportunità per acquistare titoli il cui valore non sarà eroso dall’inflazione e che quindi si caratterizzano per un profilo di rischio molto basso.
Abbiamo già analizzato alcuni strumenti obbligazionari utilizzati dallo Stato Italiano: I CCT, i BTP e i nuovi CTZ. Per finanziare il debito pubblico a breve termine, il Tesoro Italiano emette anche i BOT acronimo di Buoni Ordinari del Tesoro. I BOT hanno scadenze a 3, 6 oppure 12 mesi ed hanno un taglio minimo di emissione pari a 1000€. Per la negoziazione sul mercato secondario si distingue fra mercati al dettaglio e all’ingrosso: rispettivamente, MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato, valore minimo pari a 1000€) e MTS (Mercato Telematico dei titoli di Stato, valore minimo pari a 2,5 mln di €).
Il governo Italiano non corrisponde interessi sui BOT, ma li emette con uno sconto sul valore nominale (il loro valore a scadenza), in quanto sono obbligazioni a breve termine senza cedola. Il rendimento dell’investitore proviene quindi dalla differenza tra valore di rimborso e quello di emissione.
Il terzo strumento utilizzato dal Tesoro per la raccolta di fondi a medio termine è relativamente giovane. I primi CTZ sono stati infatti emessi alla fine del febbraio del 2005. I Certificati del Tesoro Zero-Coupon, come indica il loro nome, sono dei Titoli di Stato emessi a sconto e rimborsati alla pari, senza pagamenti cedolari intermedi. La loro struttura contrattuale è dunque assimilabile a quella dei BOT. La principale differenza è rappresentata dalla scadenza: mentre i BOT sono emessi in tre varianti a breve termine, i CTZ sono emessi in due varianti a medio termine ( 18 e 24 mesi). Il prezzo di emissione viene determinato attraverso un procedimento di asta pubblica, bandito ogni 15 giorni. Nel corso delle aste che si tengono a metà mese vengono offerti titoli della durata di 2 anni mentre in quelle che si tengono a fine mese sono collocati i titoli ad un anno e mezzo. Come le altre tipologie di titoli di Stato, i CTZ possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di 1000,00 € o multipli di tale importo.
Nell’ambito della gamma degli strumenti di raccolta pubblica obbligazionaria a medio e lungo termine, il secondo importante tassello è rappresentato dai Certificati di Credito del Tesoro.
I CCT sono titoli a tasso variabile, di durata settennale, rimborsati alla pari in un’unica soluzione alla scadenza. Il prezzo di emissione viene determinato attraverso un procedimento di asta pubblica, bandito mensilmente. Le aste sono normalmente “riaperture” e prevedono dunque il collocamento di tranche successive della stessa emissione. L’introduzione di un nuovo titolo avviene invece orientativamente con cadenza annuale.
Il meccanismo di indicizzazione è di tipo finanziario e prevede che i pagamenti a titolo di interesse siano ancorati alla remunerazione offerta dai BOT semestrali. In particolare, l’entità di ogni cedola è definita sulla base del rendimento semestrale lordo registrato nell’ultima asta di BOT a 6 mesi precedente l’inizio del periodo di godimento. A tale rendimento viene sommata una maggiorazione prefissata di 15 punti base. I CCT, come per i BTP, possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di 1.000,00 euro o multipli di tale importo.
Si tratta di obbligazioni emesse dallo Stato Italiano; BOT significa Buoni del tesoro Poliennali.
La gamma delle scadenze dei BTP prevede quattro varianti: 3, 5, 10 e 30 anni. I collocamenti avvengono secondo un calendario predefinito e regolare e, per incrementare la liquidità delle varie emissioni, il Tesoro inizia il procedimento di offerta proponendo titoli della durata di 5 anni e mezzo, 10 anni e mezzo, oppure di 31 anni. In questo modo, solo al termine di un ciclo piuttosto esteso di “riaperture” la vita residua delle obbligazioni in circolazione coincide con le scadenze standard indicate e l’emissione può considerarsi a tutti gli effetti chiusa.
I BTP possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di 1000,00 euro o multipli di tale importo. Si tratta quindi di uno strumento accessibile a qualunque tipo di risparmiatore.
Attese importanti variazioni di prezzo nella giornata di oggi, lunedì 4 maggio 2009, per Cell Therapeutics, società farmaceutica quotata sia sul Mercato Italiano che sul Nasdaq.
Venerdì, quando i mercati in Italia erano chiusi per la festività del Primo Maggio, il titolo ha chiuso sul listino americano mettendo a segno un forte progresso del 20.96% a 0.479$ con volumi sopra la media.
A sostenere il titolo della società con sede a Seattle, Washington e laboratori a Bresso, sono le speculazioni sulla possibile approvazione, entro l’ultimo trimestre del 2009, dei farmaci Pixantrone e Opaxio da parte dell’ente statunitense Food and Drug Administration (FDA) che hanno portato il titolo dai cinque centesimi di quotazione di Marzo ai trenta centesimi delle attuali quotazioni, un rialzo di oltre il 400% in meno di un mese e mezzo.
Inoltre giovedì la società ha fornito, su richiesta della CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, l’ente che vigila sui titoli quotati nei listini italiani), le informazioni mensili sullo stato finanziario e sui principali avvenimenti occorsi, che si sono rivelati decisamente migliori rispetto ai mesi precedenti in seguito a delle entrate per la vendita del 50% della partecipazione di Leggi il resto di questo articolo »