Fap Turbo

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State cercando una guida sul trading automatico? Bene, ecco un po’ di spiegazioni semplici per chi si sta avvicinando a questo mondo. Stiamo parlando di programmi progettati per vendere e comprare titoli o altri valori secondo parametri prestabiliti, facendo in pratica il lavoro di un buon trader di Borsa. Il problema è che, su Internet, questi programmi vengono sempre presentati in maniera poco chiara, senza spiegazioni tecniche, per lo più pubblicizzati come software miracolosi capaci di far guadagnare tanti soldi senza alcuna fatica, ma esistono veramente? E fanno guadagnare? Leggi di seguito per scoprirlo…
Partiamo dalle basi: il campo di applicazione. Il FOREX è il terreno dove operano la maggior parte di questi “robot”. Il FOREX è il mercato delle valute (ad esempio, comprare dollari con euro e poi rivenderli, guadagnando sulla differenza di valore di cambio), il quale ha le caratteristiche ideali per questo tipo di operatività, prima tra tutte il bassissimo costo per operazione, senza commissione minima, il che consente moltissimi scambi anche di pochi euro senza l’aggravio di spese.
Per operare nel mercato FOREX occorre disporre di una piattaforma, ovvero di un programma che permetta di fare gli acquisti e le vendite, e che tenga il nostro conto. Dimenticate gli strumenti della vostra banca tradizionale, oggi il riferimento è Metatrader 4, gratuito, potente e sicurissimo.
Su Metatrader 4 potete comprare e vendere manualmente, ma il vero potenziale si ha automatizzando le procedure, utilizzando uno di questi tanto celebrati robot (chiamati anche Expert Advisor), capaci di fare tante operazioni in poco tempo, ovvero del Leggi il resto di questo articolo »

Short selling: la marginazione al ribasso

Diamo uno sguardo ad uno strumento dalle potenzialità molto elevate: lo Short Selling. Si tratta di uno dei modi di operare in marginazione che prevede la possibilità di vendere dei titoli (o altri strumenti finanziari), senza possederli, ovvero facendoseli prestare da un broker, per poi riacquistarli al momento opportuno. E’ evidente che questo metodo consente di ottenere del profitto nel caso un titolo perda parte del suo valore, ovvero è possibile guadagnare nelle fasi ribassiste di un titolo, o più in generale del Mercato.
Il funzionamento è automatico, se previsto dalla piattaforma di trading online (tutte le principali hanno lo short selling), è possibile vendere allo scoperto dei titoli in maniera semplice, lasciando del capitale a garanzia (margine), che sarà intaccato in caso di perdite, ovvero nel caso in cui il titolo salga dopo la vendita.
Operare in marginazione short può essere uno strumento molto potente in quanto consente di sfruttare a proprio vantaggio news e situazioni negative, per le quali è previsto un calo del valore di un certo titolo. Ad esempio in alcune fasi degli aumenti di capitale, anche se spesso in questi casi è la stessa Consob a vietare di operare in short selling per il periodo di aumenti di capitale, per evitare speculazioni ribassiste (è il caso del recente aumento di capitale Tiscali, che ha visto un crollo del valore del titolo), divieto che viene imposto ai piccoli trader online, ma che talvolta Leggi il resto di questo articolo »

Il trading online di Directa

Directa

Directa

Oggi vi presentiamo non una banca, bensì una delle SIM più conosciute tra i traders Italiani: Directa (www.directa.it). Che cos’è una SIM? L’acronimo sta per Società di Intermediazione Mobiliare, sono delle società (obbligatorio che siano delle Spa) che effettuano intermediazione mobiliare (investimenti) ma non creditizia (come le banche). Il loro operato è ovviamente regolato dalla Consob.
Directa, aperta nel 1996, è oggi una delle piattaforme di trading più conosciute e apprezzate dagli operatori del settore, soprattutto traders online che possono operare sui vari mercati con strumenti davvero completi e professionali.
Uno dei punti di forza di Directa sono le commissioni particolarmente basse per ogni ordine, sia sul mercato Italiano che su quelli esteri, questo è un aspetto tenuto molto in considerazione da chi fa Day-Trading o Scalping, dove una commissione più bassa può davvero fare la differenza tra guadagnare o perdere! Le commissioni di Directa sul Mercato Italiano variano da 0,19% al 0,13%, con un minimo di 4,00 euro e massimo di 18,00 euro, e viene applicata la formula degressiva per cui più movimenti si effettuano e più calano le commissioni, fino ad un minimo di 1,50 euro ad ordine. Le commissioni per gli altri mercati sono ugualmente competitive, e variano intorno ai 4,00 euro per ordine, più una quota di canone mensile.
La piattaforma di trading di Directa è forse un pò Leggi il resto di questo articolo »

Fineco: la banca per il trading online

FinecoBank è la banca online del gruppo Unicredit. Nata nel 1999 come broker online, oggi Fineco è una banca diretta con oltre 860.000 clienti che offre tutti i servizi di banca, investimento e credito di una banca normale, ma a costi notevolmente ridotti. Nel mondo del trading online è ben conosciuta grazie alla sua piattaforma trading PowerDesk2 che consente, tra le altre funzioni, l’acquisto in leva e lo short selling (marginazione), visualizzazione dei book denaro/lettera in tempo reale, operatività su tutti i principali mercati Europei e USA su titoli, fondi, futures e forex. Per chi richiede una operatività più semplice e senza costi mensili, è disponibile il pannello web con tutte le principali funzioni di trading.
Ecco qualche dettaglio in più sulle caratteristiche del conto Fineco:

  • interessi dello 0.75% (tasso Bce – 0.25%) (0.25% fino a 2000€, 0.75% per gli importi oltre 2000€)
  • carta di credito multifunzione Visa o Mastercard
  • gratis i prelievi bancomat in tutta Italia
  • spese mensili di tenuta conto 5.95€, gratis per i primi sei mesi aprendo il conto con un codice amico oppure azzerabili tramite l’accredito di uno stipendio o in altri semplici modi ( -1€ per ogni 2000 euro investiti, -1€ ogni 300 euro spesi con la carta di credito ecc)
  • Supersave, un pronti contro termine in cui puoi investire la tua liquidità fino al 2.6%
  • conto in multicurrency ( USD, GBP, CHF)
  • ottimi servizi di trading, investing e banking
  • una piattaforma di trading, Powerdesk2, semplice da utilizzare, veloce e personalizzabile

Per aprire il conto basta andare Leggi il resto di questo articolo »

Gli intermediatori finanziari

Gli intermediari finanziari svolgono una funzione importantissima per l’economia: l’intermediazione che consiste nel mettere in contatto i soggetti in surplus di denaro con i soggetti in deficit di denaro.
Gli intermediari finanziari si dividono in tre gruppi:

  1. Gli intermediari creditizi
  2. Gli intermediari assicurativi
  3. Gli intermediari mobiliari

Gli intermediari creditizi sono le banche, che raccolgono i fondi attraverso l’emissione di depositi in conto corrente, depositi a risparmio, certificati di deposito ed obbligazioni ed impiegano questi fon-di per concedere prestiti e finanziamenti alle imprese o agli individui e per altre operazioni.
Oltre alle banche fanno parte della categoria degli intermediari finanziari le società di credito al consumo, quelle di leasing e factoring ecc.

Gli intermediari assicurativi invece si dividono in imprese di assicurazione vita, assicurazione danni e fondi pensione. Le prime due assicurano i titolari delle polizze contro eventi riguardanti la vita umana (come la morte ecc per quanto riguarda la prima), la persona (malattie, infortuni ecc) o le co-se (furto, incendio, danni ecc).
I fondi pensione invece si occupano dell’investimento dei contributi versati durante la vita lavorati-va da un lavoratore con lo scopo di costituire un montante che sarà poi pagato sotto forma di rendita nel momento in cui il lavoratore cesserà di lavorare.

Gli intermediari mobiliari sono invece le SIM (Società di Intermediazione Mobiliare), le SGR (So-cietà di Gestione del Risparmio) e le SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile). Le pri-me svolgono attività che hanno per oggetto valori mobiliari: dalla compravendita al collocamento, alla esecuzione di ordini di acquisto e vendita sui mercati ecc. Le SGR invece sono intermediari che raccolgono le risorse dei risparmiatori per investire in portafogli diversificati attraverso la costitu-zione di fondi comuni di investimento.
Le SICAV invece sono intermediari che hanno per oggetto l’investimento del patrimonio raccolto tramite l’offerta delle proprie azioni. Proprio per questo motivo il loro capitale è variabile e cambia a seconda delle sottoscrizioni di capitale e delle richieste di rimborso.

Indicatori per valutare un Titolo quotato

I quotidiani finanziari, i principali siti web e le altre fonti di informazione finanziaria riportano spesso diversi dati, detti indicatori utili alla valutazione di un titolo quotato. Vediamone alcuni in rassegna:

  • P/U: prezzo/utile (price earnings ratio) è un indicatore dato dal rapporto fra la quotazione corrente del titolo (prezzo) e l’utile netto per azione dato dall’ultimo bilancio approvato. Indica, prendendo come ipotesi che gli utili siano costanti nel corso degli anni, il numero di anni che occorre all’investitore per recuperare il capitale investito attraverso gli utili prodotti dalla società. E’ utilizzato per capire se il titolo sia sopravvalutato o sottovalutato o rifletta correttamente le previsioni sull’andamento dei profitti della società rispetto alla media del settore di appartenenza. In genere, più l’indicatore P/U è basso più il titolo è appetibile in quanto sottovalutato. In realtà questa deve essere considerata una indicazione di massima perché , dato che la capacità di produrre utili non è costante, un basso rapporto prezzo/utile potrebbe essere dovuto non ad una sottovalutazione del titolo ma bensì ad una perdita di redditività, così come un alto livello di questo indicatore potrebbe indicare non una sopravvalutazione ma un miglioramento nelle condizioni reddituali della società.
  • P/mezzi propri: prezzo/mezzi propri per azione (capitale sociale + riserve + utili degli esercizi precedenti non distribuiti diviso il numero di azioni). Esprime il rapporto fra il prezzo di mercato dell’azione e il valore della società risultante a bilancio (valore di libro, book value)
  • Div/p % : dividendo/prezzo (dividend yield). Indica la percentuale di rendimento che un investitore potrebbe ottenere ogni anno incassando il dividendo.
  • Capitalizzazione: la capitalizzazione del titolo è il prodotto fra il numero di azioni in circolazione e l’ultimo prezzo disponibile.

Aumento di Capitale: che cos’è?

Con il termine aumento di capitale vengono raggruppate tutte quelle operazioni che implicano un incremento del capitale sociale di una società. Ciò avviene emettendo un certo numero di nuove azioni.
Questo incremento può portare o non portare ad un aumento parallelo delle risorse finanziarie a disposizione della società. Nel primo caso si parla di aumento di capitale a pagamento e le nuove azioni vengono cedute ai sottoscrittori in cambio di un versamento in contanti. Nel secondo caso invece si parla di aumento di capitale gratuito. Talvolta le due tipologie di aumento di capitale vengono realizzate congiuntamente dando vita agli aumenti di capitale misti.
Le finalità degli aumenti di capitale a pagamento consistono nel reperimento di risorse finanziarie per nuovi investimenti, invece di utilizzare l’indebitamento bancario oppure emettere un prestito obbligazionario. Le finalità degli aumenti di capitale gratuiti sono invece molteplici.
Secondo quanto previsto dal Codice Civile, gli aumenti di capitale devono essere deliberate solitamente dall’assemblea straordinaria e i titoli di nuova emissione devono obbligatoriamente essere offerti in prelazione ai vecchi azionisti in proporzione alle azioni possedute. Questa prelazione è nota come diritto di opzione e può essere esercitata entro trenta giorni, scaduti i quali i diritti non esercitati, possono essere offerti in borsa.
L’azionista di una società coinvolta in un aumento di capitale con diritto di opzione si troverà quindi a dover decidere se aderire o meno all’operazione proprio in base alle condizioni a cui il diritto di opzione può essere venduto a terzi e in base alle altre condizioni dell’aumento di capitale.

Le azioni di risparmio

Le azioni di risparmio possono essere emesse solo da società quotate in mercati regolamentati Italiani o di altri paesi dell’Unione Europea. A differenza delle azioni privilegiate e di quelle ordinarie, le azioni di risparmio possono essere sia nominative che al portatore e sono totalmente prive del diritto di voto ma sono dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale, principalmente per quanto riguarda la partecipazione agli utili societari e nel rimborso del capitale in sede di liquidazione della società.

Le azioni privilegiate

Le azioni privilegiate sono titoli nominativi, come le azioni ordinarie, ed offrono all’azionista un privilegio nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale allo scioglimento della società. L’entità di questo privilegio non è indicata dalla legge ma è lasciata alla determinazione da parte della società ed è indicata nello statuto. I possessori di azioni privilegiate hanno il diritto di ricevere i dividendi prima degli azionisti ordinari, subordinatamente alla soddisfazione degli azionisti di risparmio, fino al raggiungimento della percentuale di dividendo stabilita nello statuto.
La prelazione di cui godono gli azionisti privilegiati non comporta necessariamente una superiorità nella remunerazione: se gli utili della società, dopo aver soddisfatto i privilegi, lo consentono anche le azioni ordinarie potrebbero essere remunerate nella stessa misura delle azioni privilegiate. Il privilegio ha inoltre carattere cumulativo e, se la società non è in grado di distribuire dividendi oppure non voglia distribuirli, l’azionista privilegiato ha il diritto di cumulare i dividendi non percepiti e riscuoterli successivamente.
Il vantaggio patrimoniale delle azioni privilegiate comporta però un Leggi il resto di questo articolo »

Le azioni ordinarie

Daremo adesso uno sguardo alle principali categorie di azioni: sono le azioni ordinarie, le azioni privilegiate e le azioni di risparmio. Vediamone le principali caratteristiche:

Le azioni ordinarie
Le azioni ordinarie sono la categoria di titoli più completa in quanto incorporano tutti i diritti patrimoniali ed amministrativi previsti dalla legge. Esse conferiscono il potere di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie e sono nominative, risultano quindi sempre intestate ad una persona fisica o giuridica registrata sul libro dei soci.
Danno diritto alla remunerazione sotto forma di dividendo e al rimborso del capitale in caso di liquidazione della società: in entrambi i casi però gli azionisti ordinari vengono soddisfatti solo dopo aver remunerato altre categorie di azioni della società che godono di privilegi di natura patrimoniale (azioni privilegiate e azioni di risparmio).